Prime Esperienze
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21.07.2026 |
120 |
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"Pochi secondi dopo Andrea urlò, il cazzo che schizzava getti densi di sperma sul suo stesso stomaco senza essere toccato..."
Giulia aveva trent’anni e una vita che molti avrebbero definito felice.Era sposata con Andrea da tre. Si amavano, si rispettavano, condividevano abitudini, progetti e silenzi. Eppure, negli ultimi mesi, dentro di lei era nata una fame oscura: voleva vedere suo marito con un uomo.
Voleva vederlo aprire le gambe, gemere come una puttana, prendere un cazzo fino in fondo mentre lei guardava.
Fu così che iniziò a desiderare Amadou.
Lo incontrava ogni settimana al mercato. Ventidue anni, corpo nero e muscoloso, sudato sotto il sole, con quel pacco pesante che si notava anche sotto i pantaloni larghi. Il suo sorriso era aperto, ma i suoi occhi promettevano cose sporche.
Era stato facile per una bella donna come lei iniziare a scherzare con lui.
Le battute, i sorrisi, gli sguardi che aprono mondi. I suoi ammiccamenti ogni volta che lei comprava ortaggi, la sfrontatezza di lei quando glieli porgeva.
Una mattina Giulia si decide e mentre sta per pagare si avvicina a lui e lo invita a cena.
“Mio marito sarebbe felice di conoscerti…”
Lo sguardo di Amadou tra la sorpresa e l’eccitazione diceva tutto. Non poteva rifiutare, non poteva sapere cosa aspettarsi.
Giulia era talmente bella, i suoi occhi che gli entravano dentro, che non esitò nemmeno un istante prima di accettare l’invito.
Non era la prima volta che fosse l’oggetto del desiderio di una coppia. Non era mai capitato che a prendere l’iniziativa fosse una donna, questo aumentava in lui la curiosità e l’eccitazione.
La sera dopo, puntuale, Amadou suonò alla porta. Un mazzo di margherite per Giulia, una bottiglia per Andrea, porgendogliela le loro mani si sfiorano forse un po’ più del dovuto.
Il caldo appiccicava i vestiti alla pelle.
Andrea indossava pantaloni corti e una camicia bianca quasi trasparente. Amadou una maglietta nera aderente che sottolineava gli addominali e i pettorali.
Giulia era bellissima nel suo vestito leggero di cotone che si apriva sul suo seno perfetto e nudo.
Fu Andrea a servire la cena.
Giulia e Amadou seduti uno di fronte all’altra. I loro sguardi erano pieni di eccitazione ed intesa, Amadou già si immaginava la serata con lei, mentre il marito li guardava eccitato senza poter partecipare. Immaginava il suo corpo su quello di Giulia, dentro Giulia.
Durante la cena fu Andrea a prendere la scena, simpatico, divertente, brillante. Era lui a tenere la conversazione, scherzava con Amadou come se fosse il suo più caro e intimo amico.
Giulia osservava, non era lei al centro della serata. Andrea si stava prendendo la scena e Amadou lo assecondava, un po’ sorpreso da questo uomo così interessante, così affascinante e ammaliato dagli sguardi di Giulia che li guardava con occhi che Amadou non conosceva.
Andrea versava il vino nei loro bicchieri alzandosi, come nei migliori ristoranti, versando con la destra dalla parte destra. Riempiendo il bicchiere di Amadou, Andrea si appoggiò forse un po’ più del dovuto alla sua schiena.
La presenza di questo uomo ancora sconosciuto alle spalle, quel contatto che non lasciava dubbi sull’eccitazione di Andrea, turbò per un attimo Amadou.
Un brivido arrivò tra le gambe, il sorriso malizioso di lei arrivò nello stesso istante in cui il suo cazzo diventò inaspettatamente duro.
La cena finì tra risate, sguardi tra i tre e mani che si sfioravano.
Andrea uscì a fumare sul terrazzo.
Amadou e Giulia rimasero seduti.
“È simpatico tuo marito” disse Amadou quasi sottovoce
“Voi due insieme siete bellissimi” rispose quasi fuori luogo Giulia.
Quella frase fece scendere un brivido lungo la schiena del ragazzo e per la prima volta pensò ad Andrea con altri occhi. Pensò al suo corpo muscoloso che aveva intravisto dalla camicia aperta, penso alla scintilla che gli aveva provocato sentirlo appoggiato alla sua schiena…
Come fosse la cosa più naturale del mondo, si alzò, guardò Giulia negli occhi con uno sguardo di intesa ed uscì.
Sul terrazzo, Amadou si mise dietro Andrea alla ringhiera. Gli premette il corpo contro la schiena, il cazzo già mezzo duro che sfregava contro il culo di Andrea attraverso i pantaloni. Una mano scese senza pudore, stringendogli il pacco.
«Sei duro» mormorò Amadou all’orecchio di Andrea, la voce bassa e calda. Le dita massaggiavano il cazzo di Andrea con movimenti lenti e decisi.
Andrea ansimò, spingendo il bacino contro quella mano. Giulia, che li spiava dalla vetrata, sentiva il clitoride pulsare.
Amadou non perse tempo. Girò Andrea, gli aprì i pantaloni e tirò fuori il cazzo duro e già bagnato. Si inginocchiò e lo prese in bocca fino in gola, succhiando con avidità, la lingua che girava intorno alla cappella mentre una mano gli massaggiava le palle.
Andrea gemeva forte, le dita infilate nei capelli ricci di Amadou.
«Cazzo… sì…»
Giulia li guardava con gli occhi sorpresi, una mano già dentro le mutande a toccarsi.
Uscì per godersi lo spettacolo appoggiata allo stipite della finestra.
Non aveva mai visto Andrea così, quasi come ancora non capisse costa stesse succedendo. Era una sua fantasia, ma come aveva fatto Giulia a saperlo? Come aveva avuto la certezza che gli sarebbe piaciuto? Come poteva essere stata così sfacciata da accordarsi con Amadou?
Giulia lo guardò come può guardare una donna innamorata che vede il suo uomo felice.
Era stato lui l’artefice di tutto questo, era stato lui a far eccitare quel ragazzo sconosciuto che lei aveva solo invitato a cena.
Erano bellissimi insieme.
«Camera da letto» ordinò con voce roca.
Sul letto, Amadou spogliò completamente Andrea, poi si tolse i vestiti. Il suo cazzo era grosso, nero, venoso, con una cappella lucida e grossa. Lo fece dondolare davanti alla faccia di Andrea.
«Succhialo» disse.
Andrea esitò solo un secondo, poi aprì la bocca. Amadou gli afferrò la testa e iniziò a scopargli la bocca con spinte profonde, facendogli sbavare sul mento. Il rumore osceno di gola riempiva la stanza.
Giulia si sedette sulla poltrona di fronte, le gambe aperte, due dita dentro di sé.
Amadou tirò fuori il cazzo lucido di saliva, fece girare Andrea a quattro zampe e gli aprì le natiche. Ci sputò sopra più volte, poi infilò due dita dentro, allargandolo senza delicatezza.
«Vuoi il mio cazzo?» chiese.
«Sì…» rispose Andrea, la voce spezzata.
Amadou posizionò la grossa cappella contro il buco e spinse. Lentamente ma inesorabilmente entrò tutto, fino alle palle. Andrea urlò di piacere e dolore, le mani strette alle lenzuola.
«Cazzo… è enorme…» ansimò.
Amadou iniziò a fotterlo con colpi sempre più forti e profondi. Il suono delle palle che sbattevano contro il culo di Andrea era ritmico e osceno. Ogni spinta faceva tremare il corpo di Andrea, il cazzo che dondolava duro sotto di lui, gocciolando precum sulle lenzuola.
Giulia si masturbava furiosamente, gli occhi incollati alla scena: il cazzo nero che entrava e usciva dal culo bianco di suo marito, l’ano dilatato, i gemiti sempre più alti di Andrea.
Amadou cambiò posizione. Mise Andrea sulla schiena, gli alzò le gambe sulle spalle e ricominciò a sbatterlo con violenza. I loro corpi sudati scivolavano uno contro l’altro. Amadou lo baciava mentre lo fotteva, mordendogli il labbro.
«Guardami» sussurrò Giulia ad Andrea.
Lui girò la testa. Aveva gli occhi lucidi di piacere, la bocca aperta. Amadou gli stava distruggendo il culo con spinte brutali.
«Voglio vederti venire mentre lui ti scopa» disse Giulia.
Pochi secondi dopo Andrea urlò, il cazzo che schizzava getti densi di sperma sul suo stesso stomaco senza essere toccato. Amadou continuò a fotterlo senza pietà, fino a quando non si irrigidì e venne dentro di lui, riempiendolo con fiotti caldi e abbondanti.
Quando uscì, il buco di Andrea rimase aperto, rosso, con lo sperma che colava fuori lentamente.
Giulia si alzò, si avvicinò al letto e passò due dita sul buco di suo marito, raccogliendo lo sperma di Amadou. Se le portò alla bocca e le leccò con gusto.
Infilò leggermente le dita umide nel culo del marito e ne raccolse ancora.
Ne lasciò cadere una goccia sulle labbra di Andrea che, sorpreso, le raccolse con la lingua.
“Ti piace?” Disse lei sussurrando.
Andrea chiuse gli occhi e lei fece scivolare le sue dita piene di sborra nella bocca di lui.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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